Le politiche climatiche che guidano l’adozione degli autobus elettrici in Europa e Medio Oriente
14 ottobre 2025

Le politiche climatiche che guidano l’adozione degli autobus elettrici in Europa e Medio Oriente

Gli autobus elettrici stanno rapidamente diventando la pietra angolare delle strategie globali di mobilità sostenibile. Le politiche mirate a ridurre le emissioni di gas serra, migliorare la qualità dell’aria urbana e raggiungere gli obiettivi di neutralità climatica stanno spingendo governi e operatori a sostituire le flotte diesel con autobus elettrici a batteria e, in alcuni casi, a idrogeno. L’Europa e il Medio Oriente, nonostante i contesti politici molto diversi, stanno entrambi compiendo passi audaci per elettrificare i loro sistemi di trasporto pubblico.

 

Slancio del mercato globale

Secondo l’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA, 2023), le vendite globali di veicoli elettrici stanno raggiungendo livelli record:
• 10 milioni di veicoli elettrici venduti nel mondo nel 2022, con una proiezione di 14 milioni nel 2023 (un aumento del 35%).
• I veicoli elettrici sono passati dal 4% delle vendite globali nel 2020 al previsto 18% nel 2023.
• L’Europa rappresenta il 25% delle vendite globali di veicoli elettrici e il 30% del parco veicoli mondiale, diventando il secondo mercato più grande dopo la Cina.

Questo slancio prepara il terreno per un’adozione più rapida degli autobus elettrici, sostenuta da politiche climatiche mirate.

 

Europa: leader con regolamentazioni e obiettivi

L’Europa ha unito l’ambizione climatica a regolamentazioni concrete che spingono città e operatori verso flotte a emissioni zero:
Green Deal europeo e Fit for 55: impegno a ridurre le emissioni del 55% entro il 2030 e a raggiungere la neutralità climatica entro il 2050.
Direttiva UE sui veicoli puliti: impone che negli appalti pubblici siano incluse quote minime di autobus puliti — spesso oltre la metà dei nuovi autobus acquistati devono essere a emissioni zero.
Proiezioni IEA: la quota di vendite di veicoli elettrici in Europa è prevista passare dal 10% nel 2020 al 58% nel 2030 nello scenario STEPS e fino al 64% nello scenario APS (Announced Pledges Scenario).

I governi nazionali supportano questa transizione con incentivi diretti:
Germania: finanziamenti federali che coprono fino all’80% della differenza di prezzo tra autobus elettrici e diesel, oltre agli investimenti infrastrutturali.
Francia e Paesi Bassi: obiettivi aggressivi di flotte a zero emissioni per le principali città.
Paesi nordici: Oslo e Amsterdam elimineranno completamente gli autobus diesel all’inizio degli anni 2030.

📊 Impatto: entro il 2030, i veicoli elettrici domineranno il mercato europeo degli appalti per autobus, trasformando il trasporto urbano e interurbano.

 

Medio Oriente: mega-progetti e visioni nazionali

In Medio Oriente, la politica climatica è strettamente legata alle strategie nazionali di diversificazione economica e agli impegni internazionali di alto profilo:
Emirati Arabi Uniti – Net Zero 2050: la RTA di Dubai ha iniziato a testare autobus elettrici e a idrogeno come parte della sua roadmap per la mobilità pulita.
Arabia Saudita – Vision 2030: il sistema BRT di Riyadh introduce autobus elettrici per ridurre la dipendenza dal petrolio e le emissioni urbane.
Qatar – Vision Nazionale 2030: ha imposto che il 25% della flotta di autobus fosse elettrica entro il 2022, obiettivo raggiunto prima della Coppa del Mondo FIFA, con una continua espansione dei depositi di ricarica a Doha.
Israele: collega gli obiettivi di qualità dell’aria agli incentivi per autobus elettrici in città come Tel Aviv e Haifa.

Sebbene i numeri assoluti rimangano inferiori a quelli europei, il tasso di crescita della regione è tra i più rapidi al mondo, spinto da mega-progetti legati al clima e da eventi internazionali di grande visibilità.

 

Sfide: batterie, materiali e impatti sul ciclo di vita

La transizione verso gli autobus elettrici solleva anche questioni di sostenibilità:
Domanda di batterie: flotte di veicoli elettrici sempre più grandi richiedono più litio, cobalto e nichel; l’estrazione e la lavorazione generano emissioni che possono minacciare gli obiettivi di decarbonizzazione.
Emissioni lungo il ciclo di vita: uno studio ICCT (2021) ha rilevato che solo i veicoli elettrici a batteria (BEV) e a celle a combustibile (FCEV) offrono riduzioni significative delle emissioni di gas serra rispetto al diesel, con i BEV che mantengono un chiaro vantaggio anche con una media di elettricità di rete.
Gestione del fine vita: senza strategie robuste di riciclo e riutilizzo, i rifiuti di batterie potrebbero diventare una sfida significativa.

Le soluzioni stanno emergendo: il nuovo Regolamento UE sulle batterie (2023) stabilisce obiettivi di riciclo, mentre gli approcci di economia circolare esplorano applicazioni di seconda vita per le batterie degli autobus nello stoccaggio stazionario.

 

Iniziative globali a sostegno dell’adozione dei veicoli elettrici

Diverse iniziative intergovernative stanno favorendo la diffusione dei veicoli elettrici a livello mondiale, offrendo quadri che Europa e Medio Oriente possono sfruttare:
Coalizione Accelerating to Zero (A2Z): lanciata alla COP27, riunisce oltre 200 governi, imprese e investitori per accelerare l’adozione dei veicoli elettrici.
AVERE (Europa): sostiene l’eliminazione dei motori a combustione interna entro il 2030, obiettivi più severi di CO₂ e reti di ricarica dense, anche per autobus e veicoli pesanti.
Iniziativa IEA Electric Vehicles (EVI): con 16 paesi membri, promuove campagne come EV30@30 (30% di nuove vendite EV entro il 2030), la Dichiarazione sulle flotte governative a zero emissioni e il Programma Globale delle Città Pilota EV.
Programma Globale di Mobilità Elettrica UNEP: supporta oltre 50 paesi a basso e medio reddito con consulenze politiche, piattaforme di investimento e strumenti come i calcolatori eMob.

Queste iniziative sottolineano l’importanza della collaborazione globale per aumentare l’adozione dei veicoli elettrici, allineare le politiche e condividere le migliori pratiche.

 

La politica climatica come acceleratore

Sia l’Europa che il Medio Oriente dimostrano che la politica è il fattore decisivo per l’adozione degli autobus elettrici.
• In Europa, regolamenti vincolanti, obiettivi di emissioni e regole di appalto stanno spingendo il mercato verso flotte a emissioni zero.
• In Medio Oriente, visioni nazionali, impegni climatici ed eventi globali stanno spingendo i governi a elettrificare rapidamente le flotte.

Nonostante le sfide legate alle batterie, alle emissioni del ciclo di vita e alla preparazione delle infrastrutture, la direzione è chiara: gli autobus elettrici non sono più una soluzione marginale, ma un pilastro centrale delle politiche climatiche e della mobilità.

La strada verso un trasporto pubblico sostenibile passa attraverso un’elettrificazione sostenuta dalle politiche — e entrambe le regioni dimostrano che, con impegni ambiziosi, intere flotte possono essere trasformate in meno di un decennio.

KARSAN

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